Giachetti, Martina o Zingaretti? Mentre a Roma i tre candidati a segretario si sfidano in tv, a Salerno il Pd evita esperimenti e va sul sicuro. In urgente ricerca di solidità e credibilità, alle primarie del 3 marzo candida Franco Picarone quale capolista all’assemblea nazionale per la mozione Martina nel collegio 12 Campania 2 (Salerno, Cava de’Tirreni, Costiera Amalfitana, Valle dell’Irno). Politico navigato, personaggio mai sopra le righe, uomo riservato ed abile conoscitore delle pieghe e delle dinamiche salernitane, Picarone è tra i pochi nomi non inflazionate del partito e, particolare non da poco, persona che basa il proprio consenso sul rapporto diretto, sopra e oltre i confini partitici. Nella stagione di un rinnovamento che già sa di vecchio, la scelta ha valenza doppia: qui, e non a caso, è proprio Picarone l’uomo da cui ripartire. “Intendo contribuire alla rinascita del Pd ed alla riproposizione su basi nuove del nostro protagonismo nello spazio politico di centro-sinistra” afferma, per poi sforbiciare: “Ovviamente mi batterò per il rinnovo del partito e per la massima unità attorno alla figura del nuovo segretario, chiunque possa essere dei tre in campo, per ridare finalmente fiducia ai militanti ed ai cittadini che si sentono orfani di una presenza del Pd nello scenario nazionale, soprattutto dopo aver verificato l’incapacità e la pericolosità delle forze oggi al governo del Paese”. Parla di “tre diverse visioni programmatiche e politiche” per poi spiegare in che modo, se eletto, agirà: “Eserciterò il mandato presso l’assemblea nazionale per ridare slancio e fiducia ad una forza che deve non solo e non tanto dotarsi dell’obiettivo di tornare ad essere credibile ma innanzitutto di candidarsi a fare cose incredibili nell’interesse del Paese in cui viviamo in difesa dei valori della democrazia, dei diritti del Mezzogiorno, per un’Italia protagonista in un’Europa forte nel contesto globale”.
La virata del grosso del Pd salernitano su Martina (il più vicino a Renzi) avviene all’indomani del ritiro dalla contesa del prescelto Minniti, che però oggi appoggia Zingaretti, accusato da Giachetti di voler fare l’accordo con i 5 Stelle. Insimma: se eletto, Picarone avrà molto da lavorare…
Il Pd si blinda: Picarone per l’Assemblea nazionale. “A Roma per fare cose incredibili”
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